3 Reportage - Un impianto di resinatura gigantesco per un'azienda che cresce a ritmi vertiginosi Tümas Marble Ind. Trade Inc. 2

Reportage – Un impianto di resinatura gigantesco per un’azienda che cresce a ritmi vertiginosi: Tümas Marble Ind. Trade Inc.

Se si osserva la rapidità con cui la “Tümas Marble” è cresciuta nell’ultimo lustro, non si può che restare sorpresi dal trend positivo che, invero, pare inarrestabile. Senza dubbio, tra i fattori che hanno giocato a favore della Tümas, vi è l’enorme quantità di materiale grezzo estratto quotidianamente dalle numerose cave di proprietà dell’azienda e quindi sempre disponibile ad essere trasformato in lastre e lavorati. Un altro, e ancora più importante, elemento chiave del successo, è il pregio dei marmi promossi, tra i quali si distingue l’elegantissimo Crema Colossae.

La disamina non può dirsi completa se non si tiene nella giusta considerazione quell’ambizioso piano d’implementazione tecnologica che ha funto da autentica locomotiva. Difatti, mosso dalla convinzione che per emergere nel mercato internazionale sia necessario offrire prodotti di qualità, il management della Tümas Marble ha selezionato i migliori macchinari esistenti per potenziare tutti i dipartimenti dello stabilimento di Denizli. Un ottimo esempio di cosa significhi “scelta azzeccata”, si è avuto nel 2011, quando una lunga ricerca mirata a scoprire quale fosse la tecnologia più adatta al restauro e al rinforzo di marmi beige, colorati, limestone e onici, è maturata nell’acquisto di una Linea di Resinatura S.E.I. “Res 60 Combi XT”. I fatti hanno dato piena ragione ai dirigenti della Tümas Marble, basti dire che a un anno dalla messa in marcia della Linea di Resinatura il pacchetto degli ordini raccolti dal reparto vendite era già divenuto troppo corposo in rapporto alla capacità produttiva dell’impianto. Di qui, la decisione di espandere la versione “Res 60 Combi XT” mediante l’aggiunta di nuovi moduli, trasformandola nella ben più grande “Res 90 Top CS”.

Quando perfino l’elevata velocità operativa ottenuta tramite l’ampliamento (trenta lastre retinate o resinate in un’ora), si è rivelata insufficiente a smaltire la pioggia di richieste, è stata presa una decisione radicale: erigere un nuovo capannone esclusivamente dedicato alla resinatura ed occuparlo con un gigantesco impianto “Res 200 TriLux Ring”. Il disegno di questo modello è frutto di un meticoloso studio teso a realizzare una linea automatica che permetta di svolgere tutte le fasi del trattamento a base di resine sintetiche senza soluzione di continuità, garantendo elevati livelli di produttività quand’anche le lavorazioni vertano sulla riparazione di lapidei compromessi da una mole di fratture. La stazione di carico comprende una piattaforma rotante per lo stoccaggio di 120 lastre grezze e un caricatore automatico in grado di sollevare agevolmente materiali di forma irregolare e attraversati da fessure passanti, per poi adagiarli su pianali trasportatori d’acciaio “a maglia fitta”. Un forno multipiano contenente ben 50 lastre è dedicato all’asciugatura dei marmi che, una volta essiccati, raggiungono l’ampia stazione di retinatura, dove avviene il fissaggio della rete di rinforzo. A seguire, si trovano un forno per la polimerizzazione della resina posata per incollare la fibra di vetro (contenente 75 lastre) e l’avanzatissimo sistema robotizzato di capovolgimento “LL ROB”, che provvede a ribaltare le lastre retinate e spostarle nell’area di resinatura, configurata in modo che ogni lastra possa ricevere tutti i ritocchi necessari a saturare di resina e di conseguenza sanare qualsiasi rottura, a prescindere dalle sue ampiezza e profondità. Sotto questo punto di vista, un aiuto di non poco conto è prestato da un dispositivo per l’impregnamento sottovuoto che favorisce e accelera la penetrazione della resina. Il rivestimento passa allo stato solido all’interno di un forno di capienza pari al precedente, alla cui uscita è collocata una postazione automatica per lo scarico e il deposito delle lastre retinate e resinate.