9 Reportage - Un impianto di resinatura lastre assolutamente unico nel suo genere Commerciale Graniti

Reportage – Un impianto di resinatura lastre assolutamente unico nel suo genere: Commerciale Graniti.

Attraverso gli anni, la Commerciale Graniti ha saputo costruirsi fama di partner davvero affidabile cui delegare la lavorazione dei lapidei pregiati, avendo la certezza che essi saranno puntualmente trasformati in lastre conformi ai più severi standard mondiali di robustezza e bontà della finitura superficiale.

Processare materiali costosissimi per conto di imprese il cui core business è l’esportazione verso i mercati evoluti significa assumersi grandi responsabilità; cosa che non spaventa per nulla l’esperto staff aziendale, forte com’è di un parco macchine tanto progredito sotto il profilo tecnologico, quanto completo a tutti i livelli del ciclo produttivo.

Già in possesso di un modello personalizzato della serie “Res Combi”, che tante soddisfazioni ha regalato ai titolari delle lastre retinate e resinate per suo tramite, la Commerciale Graniti ha recentemente lanciato un ambizioso piano per l’ammodernamento del reparto di retinatura e resinatura, incaricando S.E.I. di ideare e costruire uno particolarissimo impianto che permetta di svolgere su scala industriale molti trattamenti diversi, ciascuno dei quali dedicato a valorizzare uno specifico genere di materiali.

Anche agli occhi di chi non può certo dirsi un esperto di macchinari, la configurazione della nuova Linea di Resinatura appare a dir poco suggestiva, arrivando ad evocare l’immagine di un gigantesco laboratorio automatizzato. Lo schema operativo degli impianti di resinatura convenzionali, che vuole le lastre attraversare una sequenza rigidamente prefissata di stazioni dedicate all’espletamento di una data fase del processo di restauro, rinforzo e abbellimento, è stato difatti reinterpretato in una maniera che definiremmo “estensiva”, vuoi perché il numero di stazioni è assai superiore alla media, vuoi perché ognuno di questi scali è multifunzionale, ovverosia può assolvere scopi diversi a seconda del caso.

In altre parole, sia il tragitto seguito dalle lastre, sia la durata delle loro soste presso le stazioni, dipendono dalla struttura del singolo materiale (intesa come assorbimento, resistenza meccanica, resistenza termica ed entità dei difetti), nonché dalle sue caratteristiche cromatiche. Questa polivalenza delle sezioni che formano l’impianto è il frutto di una meticolosa progettazione condotta tenendo presente le diversità che intercorrono tra i vari lapidei. Al riguardo, basta osservare i marmi estratti dalle Alpi Apuane che, a dispetto della medesima provenienza geografica, possono differire marcatamente in quanto a durezza, tendenza a ritenere l’umidità, natura delle rotture e colore, abbisognando quindi lavorazioni sui generis. E così, i materiali ostici da essiccare soggiornano in entrambe le unità di asciugatura, mentre quando capita di lavorare rocce compatte, gli addetti si accontentano che le lastre transitino nella prima camera asciugatrice. In maniera simile, le aree dedicate al fissaggio delle reti di fibra vetrosa e alla posa delle resine, divise da una distanza ragguardevole, possono essere sfruttate a turno o contemporaneamente, secondo l’abbondanza, l’ampiezza e la profondità delle cavità da riempire e sanare. Anche la tecnica di polimerizzazione, può essere adattata alle proprietà del composto adoperato, cosicché all’impiego di prodotti rapidissimi, rapidi, medio lenti, lenti e molto lenti, corrispondano tempi di giacenza adeguati e temperature ideali.