7 Reportage - Un avanzatissimo stabilimento per la lavorazione dei graniti dei quarzi e delle quarziti Decolores Marmores e Granitos

Reportage – Un avanzatissimo stabilimento per la lavorazione dei graniti, dei quarzi e delle quarziti: Decolores Mármores e Granitos

La straordinaria abbondanza di pietre ornamentali pregiate che contraddistingue il sottosuolo Brasiliano ha permesso all’industria lapidea del più grande stato del Sudamerica di svilupparsi oltremodo, affermandosi come una delle più importanti al mondo. Bisogna riconoscere che l’opportunità di crescita data dalla copiosità dei giacimenti di granito, marmo, quarzite e quarzo, è stata pienamente messa a frutto dagli imprenditori Brasiliani i quali, dimostrando lungimiranza negli affari e passione per il proprio mestiere, non hanno esitato ad investire nella modernizzazione e nell’ampliamento dei loro parchi produttivi.

Situata nei pressi di Cachoeiro de Itapemirim, Decolores Mármores e Granitos rappresenta un esempio perfetto dei concetti appena espressi. L’azienda ha difatti seguito sempre una politica volta a soddisfare, anzi a superare, i più severi standard qualitativi, mediante l’impiego dei migliori macchinari esistenti e la tanto rigorosa quanto puntuale formazione tecnica del personale. Così, attraverso gli anni, il suo stabilimento è divenuto un polo industriale specializzato nella lavorazione dei lapidei Brasiliani, anche di quelli che altre imprese considerano “troppo difficili” da trasformare su larga scala in lastre, presentando essi fratture e buchi o cromatismi invero peculiari come la diafanità; tutti casi nei quali padroneggiare il processo di resinatura fa la differenza. Ben consapevoli di tale stato di cose, i dirigenti della Decolores hanno allestito un reparto completo per il restauro, il rinforzo e l’abbellimento che consta di ben due diverse linee di produzione automatiche.

La notevole velocità meccanica del primo impianto permette di processare grossi quantitativi di lastre per ogni ora lavorativa, specie allorquando la manifattura concerna graniti piuttosto compatti che, in buona sostanza, non abbisognano che un rivestimento di resina uniforme e sufficiente a riempire le “microfratture”, in modo che, dopo la lucidatura a specchio, nessuna screpolatura risulti visibile sulla superficie del prodotto finito.

La seconda Linea di Resinatura è specificamente dedicata alla valorizzazione dei graniti esotici, delle quarziti e dei quarzi. Stante la spiccata tendenza a ritenere l’umidità di molti tra questi materiali, l’Unità di Asciugatura è sovradimensionata, affinché le lastre giacciano nel forno per almeno ottanta minuti, a una temperatura da regolare in base alla composizione chimica della pietra. L’area di lavoro vera e propria, e cioè la stazione dove hanno luogo il fissaggio delle reti in fibra vetrosa al retro dei lapidei delicati e la posa della resina sulle superfici da riparare ed abbellire, è composta da una sequenza di tavoli e macchinari, tra cui si fanno notare un forno orizzontale per l’indurimento di resine rapide, una camera sottovuoto per il riempimento delle fessure strette e sottili, ed un impilatore che, dilatando il tempo intercorrente tra l’applicazione della resina e l’esecuzione del ritocco finale, è funzionale al recupero dei materiali forati. La ragguardevole contenenza dell’Unità di Polimerizzazione garantisce che il tempo minimo di fermata all’interno del forno sia ben più lungo della media, in previsione dell’uso di resine a lento indurimento create per l’intensificazione cromatica dei graniti scuri, e di composti epossidici “ad ingiallimento zero”, ideali per trattare quarzi tralucenti e, più in generale, lapidei di colore chiaro.