5 Reportage - L'impianto ideale per retinare e resinare i marmi spagnoli Palazon y Mira SL

Reportage – L’impianto ideale per retinare e resinare i marmi spagnoli: Palazon y Mira SL

La Spagna è una terra ricchissima di giacimenti marmiferi da cui sono estratti alcuni tra i materiali più richiesti sul mercato internazionale. Quando si dice Spagna, l’immaginazione corre subito al Crema Marfil, al Marron Emperador e al Rojo Alicante, tre varietà semplicemente immancabili nei cataloghi di ogni distributore di lastre che si rispetti. Inoltre, non vi è marmista, architetto o designer che non conosca e apprezzi gli altri marmi iberici quali, tanto per citarne alcuni, il Nero Marquina, il Crema Valencia, il Grigio Cheghin, il Rojo Coralito e l’Amarillo Triana.

Da sempre, la provincia di Alicante è uno dei principali poli per la fabbricazione di lastre e pavimenti; ed è proprio lì che ha sede la rinomata “Palazon y Mira SL”, un’impresa che sa coniugare tradizione e modernità come poche altre. Difatti, l’intima conoscenza dei marmi spagnoli e le abilità pratiche dei suoi tecnici, grazie alle quali anche i blocchi friabili possono essere recuperati e trasformati, derivano dalla pluridecennale esperienza; mentre l’adozione di macchinari progrediti fa sì che la capacità produttiva dello stabilimento aziendale e la qualità media delle lavorazioni siano sorprendentemente elevate.

Ad esempio di quanto detto, citiamo il recente aggiornamento dei reparti di retinatura, resinatura e lucidatura, frutto di una lunga indagine che i titolari hanno condotto in prima persona allo scopo di verificare quali siano gli impianti più efficienti al mondo per il rinforzo, l’abbellimento e la finitura del marmo.

La divisione di retinatura e resinatura è stata realizzata inserendo una Linea di Resinatura S.E.I. progettata appositamente per la Palazon y Mira SL. e denominata “Res 105 Lux CS”, la cui caratteristica saliente è l’estrema velocità meccanica che si traduce in una produttività impressionante sia in termini di valore orario ottenibile, sia di continuità nell’arco dei tre turni da otto ore che compongono la giornata lavorativa.

La particolarissima disposizione delle macchine automatiche per il carico, lo scarico e il deposito delle lastre concorrono ad evitare indesiderabili perdite di tempo. I fattori decisivi affinché il ritmo del ciclo produttivo resti intenso durante ogni fase del trattamento sono comunque la bontà globale dei sistemi d’automazione e la ferrea logicità del loro programma. Un dettaglio che vale la pena di evidenziare è la capienza del forno di catalisi, proporzionata all’output orario e quindi molto generosa, di modo che gli addetti possano far uso di qualunque resina, indipendentemente dalle sue viscosità e reattività, nonché dal fatto che essa rientri tra i sistemi poliestere o tra quelli epossidici.