La serie “Res L” – per le aziende che preferiscono un vero classico
Il progetto “Res L” giunge dagli anni ‘90 ai giorni nostri sostanzialmente immutato nei suoi tratti peculiari, che sono il posizionamento l’una accanto all’altra delle Stazioni di Carico e Scarico, un tunnel come Unità di Asciugatura, una Stazione di Retinatura e Resinatura composta da almeno tre tavoli e un’Unità di Polimerizzazione di portata superiore alla media.

Un simile assetto contraddistingueva infatti le “Linee di Resinatura S.E.I.” che, a cavallo tra il 1992 e il 1993, balzarono agli onori della cronaca in virtù di una produttività oraria stupefacente per il momento storico, e che, ancora oggi, è prerogativa di una tutto sommato ristretta cerchia di impianti.

Il peso dell’età si fa però sentire ogniqualvolta capiti di dover completare il parco macchine di un’azienda che processa lapidei tendenti ad assorbire l’umidità, e che per giunta deve connettere la Linea di Resinatura a telai o levigatrici, di modo che, nell’attimo del carico, le lastre siano intrise d’acqua.

Difatti, per quanto ottimamente riscaldato e ventilato, un tunnel non conterrà mai abbastanza lastre da garantire la disidratazione integrale dei lapidei, specie di quelli davvero ostici da asciugare. Più precisamente, la contenenza dei tunnel non è proporzionata alla ragguardevole capacità produttiva degli impianti, cosicché sussiste il rischio che i materiali approdino troppo presto al settore adibito all’incollaggio della rete di rinforzo e all’applicazione della resina. È per questa ragione che le versioni “Res Top” e “Res Lux”, equipaggiate con Unità di Asciugatura in cui vengono stoccate dalle venti alle novanta lastre, sono da preferire.

Nonostante tutto, le Linee di Resinatura “Res L” restano soluzioni validissime in alcuni frangenti, quali l’abbellimento superficiale di graniti facilmente essiccabili o il restauro di onici; un trattamento quest’ultimo, che può essere eseguito con criterio solo da tecnici che dispongono di vari banchi per riassestare le lastre lesionate, e di un forno ad hoc per l’utilizzazione di resine trasparenti a lenta reazione e bassissima viscosità.