La serie “Res Combi” – tecnologia avanzatissima per le aziende che credono nel progresso
La storia insegna che l’evoluzione tecnologica non segue un andamento lineare, ma piuttosto procede a balzi.

Un intenditore di macchinari che decidesse di studiare il progresso dell’industria lapidea, identificherebbe agevolmente le invenzioni che hanno segnato svolte epocali per i produttori di lastre e, nell’illustrarle a un pubblico desideroso di apprendere quante più nozioni possibile sulla materia, riserverebbe un posto d’onore al lancio delle Linee di Resinatura “Res Combi”.

Difatti, quest’evento sovvertì uno stato di cose per cui gli imprenditori interessati ad acquistare una Linea di Resinatura contrassegnata da buona capacità produttiva, efficacia in asciugatura e adeguatezza all’uso di resine epossidiche a lento indurimento, dovevano, volenti o nolenti, accollarsi un esborso economico talmente gravoso da imporre anni di sacrifici per essere ammortizzato; nonché possedere un sito ampio a sufficienza per ospitare un impianto assai voluminoso.

L’introduzione della serie “Res Combi” spezzò qualsiasi vincolo d’ordine finanziario o logistico che poteva dissuadere molte aziende dall’investire; cambiando l’immaginario comune per cui un moderno stabilimento non doveva necessariamente annoverare una Linea di Resinatura tra le sue infrastrutture.

Il successo fu così eclatante che, oramai, la denominazione “combi” è entrata nel linguaggio parlato per indicare tutti gli impianti che includono un forno suddiviso in due camere separate; e il fiorire di tentativi d’imitazione (che talora rasentano la clonazione) è un fenomeno tanto diffuso da rientrare nella normalità.

L’idea di fondo del progetto “Res Combi” è di sovrapporre ed accorpare due forni multipiano serviti da altrettanti ascensori, avendo da un lato il punto di carico e scarico, e dall’altro la zona deputata all’apposizione della rete di rinforzo e alla posa della resina.

Elaborando questa sua brillante intuizione, S.E.I. ha foggiato circa trenta versioni differenti, dimostrando una creatività che non ha eguali e una sincera attenzione alle ambizioni coltivate dai clienti. Ad esempio, i modelli “Res Combi XT” e “Res Combi XT Max” sono stati pensati per gli operatori che, dovendo restaurare e riempire lastre di marmo colorato, granito esotico, breccia, travertino, traveronice e onice, abbisognano strumentari particolarmente ricchi e attrezzature sui generis.