Automazione come sinonimo di economicità e sicurezza
Al centro del processo di trasformazione dei lapidei, ci sono oggetti pesantissimi. Basti pensare che una lastra di granito spessa tre centimetri può superare la mezza tonnellata.

Va da sé che accollare le manovre di sollevamento e spostamento agli operatori, significherebbe costringerli a sforzi fisici spossanti ed esporli al rischio di incorrere in gravi incidenti. Per giunta, al lettore non sfuggirà che un calcolo dei costi di produzione davvero realistico, deve necessariamente contemplare la voce “manodopera”, essendo pacifico che maggiore sarà il numero degli addetti all’uso di un parco macchine aziendale, maggiori saranno i costi da sostenere per arrivare al prodotto finito. Quanto detto finora, basta a spiegare l’ormai consolidata tendenza degli imprenditori ad investire in impianti ad alto livello di automatizzazione.

Le doti imprescindibili di una macchina ideata per movimentare prodotti pesanti e di notevole valore commerciale, quali sono le lastre di marmo, granito e altri lapidei, sono la robustezza e l’affidabilità. E’ chiaro che anche la rapidità d’azione abbia una sua importanza, e tuttavia questa non deve mai andare a discapito della costante tutela che va garantita ai materiali, il cui crollo sarebbe rovinoso sotto ogni aspetto.

L’offerta S.E.I. in fatto di sistemi automatici per il deposito, il carico, il capovolgimento, lo scarico e la movimentazione di lastre e filagne
Specializzandosi nella costruzione di impianti per il restauro e il rinforzo di lapidei fratturati, S.E.I. ha dovuto sviluppare un’ampia rosa di sistemi affidabili ed efficienti per lo stoccaggio e la movimentazione di lastre e filagne.

Sebbene sia stato regolarmente aggiornato, il modello “KK ROB” esiste da una quindicina d’anni. Molto versatile, può essere impiegato sia come caricatore che come scaricatore di lastre o, quando inserito in linee di produzione dalla modesta capacità produttiva, svolgere il doppio ruolo di caricatore e scaricatore. Le caratteristiche salienti di questa macchina, sono un concetto di funzionamento piuttosto semplice e un’ineguagliabile robustezza, che si traducono nella facilità di utilizzo e nello snellimento dei servizi di manutenzione. L’allestimento “KK ROB MAX” supera in altezza la versione standard, cosicché le lastre possano passare sopra a ostacoli di varia natura ed essere depositate in siti altrimenti irraggiungibili.

Nel modernissimo Robot “VK ROB” sono stati concentrati tutti i dispositivi tecnologici più avanzati in fatto di prelievo e spostamento di lastre dissestate e dal profilo asimmetrico, in modo che la fase di carico possa essere portata a compimento quand’anche le lavorazioni concernano materiali friabili. Superfluo dire che, come il summenzionato “KK ROB”, il Robot “VK ROB” possa essere programmato anche per scaricare le lastre al termine del processo produttivo o per assolvere la doppia funzione di caricatore e scaricatore.

Per caricare automaticamente i travertini allo stato grezzo senza che l’eccesso di buchi passanti impossibiliti le ventose a trattenere saldamente le lastre, c’è il Robot “KT ROB” che, a nostro parere, non è ancora stato capito appieno ed apprezzato quanto meriterebbe. In effetti, il suo design a dir poco geniale, previene radicalmente la possibilità che le lastre franino a terra e, allo stesso tempo, gli permette di competere in velocità con i tradizionali caricatori automatici.

Le Linee di Resinatura più complesse, ovverosia quelle disegnate per retinare e resinare le lastre senza soluzione di continuità, devono essere servite da stazioni automatiche per il capovolgimento dei materiali rinforzati. Il sistema “LL ROB” è quanto di più celere, sicuro e progredito si possa desiderare, ricavato com’è dalla fusione di due sofisticatissimi Robot.

E’ per automatizzare le fabbriche più estese che il Robot “M ROB” trova la sua ragione di essere. Compatto nella taglia e solido nella struttura, è infatti destinato a spostare le lastre da una linea di produzione all’altra, a vantaggio della produttività dello stabilimento che, non più vincolata alla solerzia degli operatori (ben lungi dall’essere un dato immutabile), si attesta su valori medi superiori alle più ottimistiche aspettative.

Le stazioni di carico e di scarico delle linee dedicate alla lavorazione delle filagne, possono includere Robot “S ROB” o “KS ROB”. Il primo è un classico caricatore e scaricatore per strisce, con struttura portante a ponte e braccio mobile. Il secondo è l’unica macchina al mondo concepita per afferrare più strisce alla volta.

Affiancare ai Robot caricatori e scaricatori Piattaforme Girevoli Automatiche di tipo “RP” per lo stoccaggio delle lastre, garantisce che il ciclo delle linee di produzione non subisca rallentamenti o arresti dovuti allo svuotamento dei punti di carico o alla congestione delle aree di scarico. In questo senso, la versione “RP MAX” è ancora più utile, essendo in grado di sorreggere centosessanta lastre spesse due centimetri, di contro alle centoventi posizionabili sul modello standard.

S.E.I. produce anche “Banchi Ribaltatori” fissi e semoventi. Chi è affascinato dall’idea di avere un impianto corredato di modernissimi caricatori e scaricatori automatici non dovrebbe sottovalutare “per partito preso” l’utilità di queste attrezzature. Invero ci sono parecchi casi in cui un buon Banco Ribaltatore può tornare più comodo del più avveniristico tra i robot.