Storia delle Linee di Resinatura Orizzontali

Storicamente le Linee di Resinatura Orizzontali hanno precorso gli impianti dotati di forni multipiano. In effetti, al tempo in cui la Resinatura era ben lontana dall’essere parte integrante del processo di trasformazione dei lapidei, i pionieri del trattamento a base di resine sintetiche erano soliti ricorrere a forni sviluppati in lunghezza noti come “tunnel”.

Negli anni ’90 la diffusione delle Linee di Resinatura vere e proprie, relegò gli impianti orizzontali in una nicchia di mercato sempre più ristretta, restringendone il campo d’applicazione al riempimento dei travertini o al restauro di lastre spezzate.

Al giorno d’oggi capita ancora di incontrare operatori che si avvalgono di Linee di Resinatura Orizzontali, ma ciò avviene quasi sempre in zone tecnologicamente arretrate. L’eccezione è costituita dai forni a radiofrequenza che, sebbene caratterizzati da una struttura orizzontale, non sono certo dispositivi obsoleti.

Come funzionano le Linee di Resinatura Orizzontali
In genere, la configurazione delle Linee di Resinatura Orizzontali è semplice, il loro grado d’automatizzazione basso e il loro equipaggiamento ridotto all’essenziale. Lo schema tipico prevede che tra due Banchi Ribaltatori, rispettivamente adibiti al carico delle lastre da processare ed allo scarico di quelle trattate, si trovino un Tunnel di Asciugatura contenente due o tre lastre, da uno a tre tavoli per il fissaggio della rete di rinforzo e la posa della resina, e un Tunnel di Polimerizzazione, la capienza del quale eccede di rado le cinque lastre.

L’alta velocità meccanica degli impianti deve essere regolata in base alle proprietà chimiche della resina impiegata e, nello specifico, al suo tempo medio d’indurimento. Difatti, la produttività oraria di una Linea di Resinatura Orizzontale ben costruita può superare facilmente le trenta lastre, e pertanto bisogna prestare attenzione che lo stazionamento dei materiali nei forni basti a liberarli dall’umidità e a far solidificare la resina.

Se il Tunnel di Polimerizzazione è un forno a radiofrequenza e la resina adoperata è un composto a rapido indurimento, allora non è irrealistico aspettarsi di scaricare una lastra ogni due minuti. Tuttavia, questo metodo è controindicato per i materiali di colore chiaro, stante la spiccata tendenza ad ingiallire delle resine compatibili con i forni a microonde o macroonde, per gli onici e molte quarziti, che soffrono gli eccessi di calore e, infine, per i lapidei compromessi da rotture profonde, il cui effettivo risanamento dipende dall’iniezione nelle crepe di generose quantità di resine epossidiche a indurimento medio lento o lento.

Alcune considerazioni conclusive sulle Linee di Resinatura Orizzontali
Premesso che S.E.I. costruisce Linee di Resinatura Orizzontali da più di due decenni e che quindi conosciamo molto bene l’argomento, è nostro parere che, indipendentemente dal sistema di riscaldamento dei forni (gas naturale, resistenze elettriche, raggi infrarossi, microonde o macroonde), il loro uso debba essere circoscritto al riempimento dei travertini con resine poliestere (mettendo in conto che anche il miglior prodotto poliestere ingiallirà e che questo potrebbe rovinare i travertini chiari come il pregiato “Travertino Navona”), al recupero di lastre rotte o gravemente danneggiate (una lavorazione che sarà seguita da un intervento di levigatura e dal rivestimento di uno strato di resina epossidica arricchita con pigmenti) e, infine, all’abbellimento di materiali compatti allo stato naturale, quali i graniti che hanno in piccoli strappi di profondità millimetrica l’unico difetto. Sia i travertini riempiti con resine poliestere, sia i graniti trattati con resine epossidiche a presa rapida indicate per l’abbellimento superficiale, possono essere lucidati non appena usciti dal Tunnel di Polimerizzazione.

L’offerta S.E.I. in fatto di Linee di Resinatura Orizzontali
S.E.I. propone un’ampia gamma di soluzioni agli imprenditori che stanno vagliando l’opportunità di investire in una Linea di Resinatura Orizzontale. Gli impianti sono infatti formati da moduli, cosicché ognuno possa comporre la propria linea di produzione facendo sì che essa ben si sposi agli altri macchinari installati nella fabbrica.

Ad esempio, è possibile connettere una Linea di Resinatura Orizzontale ad una macchina lucidatrice, in modo che la superficie delle lastre sia resinata e lucidata senza interruzioni. L’impianto così articolato, potrebbe essere preceduto da una levigatrice, ma in tal caso il Tunnel di Asciugatura dovrà essere sostituito con un forno multipiano, perché un forno orizzontale non riuscirebbe mai a essiccare lastre levigate pochi istanti prima.